Bellezza e morte
Verso una nuova iconografia della Colombia
Sotto Terra, 2026 · 170 × 190 cm · Tecnica dell'encausto.
L'artista colombiano César Bohórquez riflette sulla necessità di ricostruire l'immagine di un Paese la cui straordinaria ricchezza culturale è rimasta per decenni oscurata dai racconti della violenza.
Osservare la Colombia da lontano
Negli ultimi anni ho imparato a osservare il mio Paese dalla distanza. Vivere in Europa mi ha permesso di comprendere la Colombia non soltanto come una terra di straordinaria bellezza naturale, ma come una geografia nella quale convivono miti, memoria e profonde contraddizioni storiche che, troppo spesso, sono state ridotte a un'unica narrazione: quella del narcotraffico.
Eppure la Colombia è sempre stata molto più di questa immagine ripetuta fino allo sfinimento. È un territorio in cui la biodiversità, le culture originarie, la letteratura e le tradizioni popolari danno vita a un universo simbolico di eccezionale ricchezza, ancora oggi capace di offrire nuove possibilità alla ricerca artistica contemporanea.
Quando la letteratura ha immaginato un continente
Prima ancora che la pittura cercasse nuove immagini della Colombia, furono gli scrittori latinoamericani a costruire un immaginario capace di raccontare il continente nella sua complessità.
Le cronache di Germán Castro Caycedo hanno attraversato territori sconosciuti a gran parte del mondo, mostrando una Colombia dove la straordinaria ricchezza della natura convive con il conflitto, la diversità culturale e una sorprendente capacità di resistenza.
Gabriel García Márquez ha trasformato quella realtà in uno spazio dove il quotidiano e il meraviglioso cessano di appartenere a dimensioni separate. Jorge Luis Borges ha fatto del tempo e della memoria una riflessione universale, mentre Roberto Bolaño ha raccontato la violenza contemporanea come una ferita ancora aperta dell'America Latina.
Attraverso linguaggi differenti, questi autori hanno ampliato il nostro modo di comprendere il continente, dimostrando che l'arte può trasformare la realtà senza rinunciare alla sua complessità.
Il paesaggio come memoria
La violenza non può essere raccontata soltanto attraverso archivi, statistiche o documenti storici. Esiste una memoria che continua ad abitare i luoghi.
Foreste, montagne, fiumi, deserti e mari conservano le tracce invisibili delle storie che vi sono passate. Il paesaggio smette così di essere semplice natura e diventa testimonianza.
È proprio questa trasformazione che oggi orienta la mia ricerca pittorica.
Non mi interessa rappresentare l'orrore, ma comprendere come esso modifichi la percezione dello spazio e continui a vivere nella memoria collettiva. In questa tensione tra bellezza e tragedia riconosco una parte essenziale della storia colombiana.
Desidero dipingere la singolare leggerezza dei simboli che la Colombia ha consegnato al mondo.
César Bohórquez
Non per ripetere gli stereotipi che hanno definito per decenni l'immagine del mio Paese, ma per ricostruirne una nuova attraverso la pittura.
Ritornare alle origini
Le opere che accompagnano questa riflessione nascono da uno studio dedicato alla straordinaria ricchezza formale dell'oreficeria precolombiana.
Il mio intento non consiste nel riprodurre fedelmente quei manufatti, ma nel comprendere come la loro forza simbolica possa ancora dialogare con il presente.
Le forme geometriche, gli animali sacri, il sole, la terra, l'oro e i segni ancestrali diventano strumenti per interrogare la memoria contemporanea. Non appartengono soltanto al passato, ma continuano a parlare dell'identità culturale della Colombia e del rapporto tra uomo, natura e storia.
I maestri e il viaggio
Questo percorso dialoga inevitabilmente con gli artisti che hanno segnato la mia formazione.
Alejandro Obregón ha trasformato la natura colombiana e la violenza del suo tempo in una sintesi pittorica di straordinaria intensità.
Fernando Botero ha conferito alla figura umana una dimensione universale, capace di racchiudere insieme monumentalità, ironia e dramma.
A queste influenze si aggiungono gli anni trascorsi nei musei europei, le visite agli atelier degli artisti e il continuo confronto con la tradizione pittorica italiana, in particolare quella veneziana, dove materia e luce hanno raggiunto alcune delle espressioni più alte della storia dell'arte.
Ogni esperienza ha contribuito a ridefinire il mio modo di intendere la pittura come luogo di ricerca e di memoria.
Dal colore alla materia
Con il passare del tempo mi sono progressivamente allontanato da una pittura costruita principalmente sul colore per avvicinarmi a una ricerca nella quale il fuoco, la cera e la materia diventano protagonisti assoluti.
La superficie non è più soltanto un supporto, ma uno spazio nel quale il tempo sembra depositarsi strato dopo strato, come se ogni velatura custodisse la traccia di una memoria collettiva.
L'encausto, con la sua natura antica e la sua straordinaria fisicità, mi permette di costruire immagini nelle quali la materia stessa diventa racconto.
«Sotto Terra»: l'inizio di una nuova ricerca
Sotto Terra (170 × 190 cm), realizzata con l'antica tecnica dell'encausto, inaugura una nuova fase della mia ricerca pittorica.
L'opera rappresenta il primo capitolo di un percorso dedicato a indagare il rapporto complesso tra bellezza e violenza in Colombia.
Foreste, mari, deserti e montagne cessano di essere semplici paesaggi per trasformarsi in testimoni silenziosi delle sparizioni forzate, dell'abbandono istituzionale e delle ferite che ancora attraversano la storia del Paese.
L'obiettivo non è rappresentare la violenza in modo descrittivo, ma comprendere come essa continui a modificare il nostro modo di guardare il territorio e la memoria che esso custodisce.
Verso una nuova iconografia colombiana
La mia ricerca nasce dalla convinzione che la Colombia possieda un patrimonio simbolico ancora in gran parte inesplorato dall'arte contemporanea.
L'oro delle civiltà precolombiane, la biodiversità, i paesaggi andini, le foreste tropicali, i fiumi, gli animali totemici e la memoria delle culture originarie costituiscono un universo visivo capace di raccontare il Paese oltre le narrazioni della violenza.
La pittura può contribuire a costruire questa nuova iconografia, non cancellando le ferite della storia, ma trasformandole in uno spazio di riflessione.
Il paesaggio può diventare memoria.
La materia può diventare tempo.
E i simboli possono continuare a raccontare ciò che la storia, da sola, non riesce più a dire.
Testo e opere · César Bohórquez · 2026
